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  • 30 Maggio 1937 – 6 Settembre 2026

    Papà diceva sempre “devo vivere la vita che non hanno vissuto i miei fratelli”.
    Questa voglia di vivere lo ha portato a 89 anni.
    Lo ha portato a resistere 52 giorni di ospedale, dove i dottori continuavano a dirci “la situazione è drammatica, non passerà la notte”, e invece nonostante questo resisteva.
    Ma 52 giorni di ospedale e, soprattutto, una patologia allo stomaco mai compresa a fondo piegherebbero chiunque.
    Alla fine se ne è andato così, in una domenica pomeriggio, con un ultimo respiro lungo e lento.

    Mi raccomando dipingi tanti quadri da lassù papà.

  • 18 Settembre 1940 – 17 Ottobre 2025

    Mamma è ancora lì, nella bara, fredda ed immobile che non sembra neanche lei ma un manichino.

    Non riesco a togliermi dalla testa gli ultimi momenti, il respiro affannoso ed il non percepire più il suo cuore battere.

    Improvvisamente oggi pensavo al nome dell’infermiere che veniva a farle le punture, ma non lo ricordo più: ora lo sa solo lei – e questo mi ha fatto pensare a quanti milioni di cose, date, ricordi, nomi, si sono perse per sempre.

    E mi chiedo e spero se in questo universo – dove nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma – quei ricordi davvero rimangano da qualche parte, in qualche forma, per essere conservati e raccolti da qualcuno o qualcosa.

    E spero che ci sia il modo di rivederci tutti insieme, una volta, per sempre.

  • Sonno

    Madonna che sonno.
    Ma come fate sempre ad essere superattivi?

  • Mitologia

    La mia mancata conoscenza della mitologia greca è un po’ il mio tallone d’Achille.

  • Inevitabilmente

    Flirtare: un gioco dove inevitabilmente uno dei due ci rimane male.

  • Problemi

    Ultimamente sto avendo così tanti problemi con la tecnologia – computer, smartphone, auto, lavatrici, siti web, motozappe, etc – che l’unica cosa a cui aspiro ormai è che mi funzioni senza problemi almeno il culo per fare la cacca.